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SostenibilitĂ  - ADNKRONOS

Parigi triplica il prezzo della sosta per i Suv: fino a 18 euro all’ora

todayFebbraio 5, 2024

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(Adnkronos) – Parigi dichiara guerra ai Suv, tra i veicoli piĂą inquinanti e ingombranti e pericolosi per la viabilitĂ  cittadina. Come stabilito con un referendum, da settembre parcheggiare un’auto di grandi dimensioni nella capitale francese costerĂ  18 euro all’ora in centro (dal 1° all’11° arrondissement) e 12 euro all’ora nel resto della cittĂ . Una sosta di sei ore con un Suv potrĂ  arrivare a costare 225 euro, rispetto ai 75 euro delle altre auto. La posizione del governo locale è chiara: il Suv non è un mezzo di trasporto congruo per la cittĂ ; chi non vorrĂ  adattarsi alle esigenze climatiche e urbanistiche dovrĂ  pagare questa sua scelta a suon di soste salate. “Qui non ci sono sentieri sterrati, nĂ© strade di montagna… I Suv sono assolutamente inutili a Parigi. Per di piĂą sono pericolosi, ingombranti e utilizzano troppe risorse”, dice il vicesindaco David Belliard che è anche responsabile dei trasporti e aggiunge: “Il nostro obiettivo è inviare un messaggio molto forte alle case automobilistiche: non dovrebbero produrre questo tipo di auto, dovrebbero essere completamente vietate”. Uno scossone per le aziende dell'automotive, soprattutto se si considera che Europa (anche in Italia) i Suv rappresentano ormai oltre il 50% delle nuove immatricolazioni. Ad approvare la misura sono stati gli stessi cittadini parigini con il 54,55% dei voti favorevoli al referendum consultivo promosso dalla sindaca Anne Hidalgo per rendere Parigi piĂą verde e accogliente per ciclisti e pedoni, anche in vista dei Giochi Olimpici di quest’anno. C’è da sottolineare, però, una bassissima affluenza alle urne: solo il 5,68% degli aventi diritto è andato a votare. Il risultato è comunque vincolante perchĂ© nei referendum municipali francesi non c’è un quorum costitutivo da rispettare. L’inquinamento prodotto dai Suv non è l’unica causa di questa misura, che mira anche a “punire” l’eccessivo spazio occupato da questi veicoli, che rende piĂą difficile la viabilitĂ  per gli altri automobilisti e, in particolare, per chi va in bici. Si sottolinea, inoltre, come la prestanza motoristica e fisica dei Suv aumenti esponenzialmente il rischio di incidenti gravi, soprattutto in un contesto come quello urbano, poco scorrevole e molto imprevedibile. La scelta parigina ha fatto subito il giro del web e molti si stanno chiedendo quali Suv pagheranno di piĂą la sosta a Parigi. Innanzitutto, bisogna evidenziare che il rincaro non riguarderĂ  i residenti e una serie di categorie come i professionisti che parcheggiano nelle loro zone autorizzate, i tassisti che sostano nei posteggi dedicati, gli artigiani, le persone che lavorano nel settore sanitario e quelle con disabilitĂ . Stanti questi requisiti territoriali e speciali, la tariffa differenziata si applicherĂ  a tutte le auto con un peso superiore a 1,6 tonnellate, anche elettriche se pesano piĂą di 2 tonnellate. Da quest’ultimo passaggio si evince come il provvedimento non miri solo a contrastare l’inquinamento ma anche l’occupazione degli spazi per le strade della cittĂ . Strade dove giĂ  da tempo è stato approvata la Zona 30, il limite di 30km/h per cui ha optato anche Bologna e che in Italia sta generando molte polemiche. In quasi tutto il territorio della capitale francese questo limite è stato introdotto giĂ  ad agosto 2021. Secondo le stime del vicesindaco Belliard, circa il 10% dei veicoli a Parigi sarĂ  colpito dalle tariffe di parcheggio piĂą elevate, che potrebbero fruttare alla cittĂ  fino a 35 milioni di euro ogni anno. Stime piĂą alte da parte di AAA Data, azienda specializzata in analisi dei dati del settore automobilistico, secondo cui le automobili che dovranno pagare una tassa piĂą elevata nella capitale francese saranno circa 130mila, il 15% del totale. La misura approvata con il referendum di domenica 4 febbraio si inserisce in una strategia piĂą ampia di sostenibilitĂ  ambientale, che prevede anche la riduzione del traffico, la creazione di piste ciclabili, la pedonalizzazione di alcune aree e la promozione dei mezzi pubblici. Da quando ne è diventata prima cittadina (2014), Anne Hidalgo è intervenuta con decisione per rendere Parigi una cittĂ  piĂą vivibile e meno inquinata, seguendo l’esempio di altre metropoli europee come Londra, Amsterdam e Stoccolma, che ha vietato le auto a motore termico nel centro della cittĂ  giĂ  dal 2025. Sotto Anne Hidalgo, Parigi ha aumentato la pressione sugli automobilisti, facendo lievitare i costi dei parcheggi, vietando gradualmente i veicoli diesel e togliendo spazio alle macchine in favore della rete di piste ciclabili nella congestionata capitale.  Finora la sindaco Hidalgo ha creato 1.000 km di piste ciclabili, di cui 1/3 (350km) protette. Una politica coerente con le esigenze dell’ambiente e l’indirizzo europeo, dove la Commissione ha recentemente presentato la Dichiarazione europea sull’uso della bicicletta.  Hidalgo ha anche creato un’ampia zona a basse emissioni, in espansione, per escludere le auto piĂą vecchie. 
I risultati? Eloquenti:
 – C’è stato un aumento del 71% nell’uso delle biciclette tra la fine delle restrizioni Covid e la fine dell’anno scorso, ha annunciato il municipio. Come testimoniano le colonnine che contano i passaggi delle vetture, durante le ore di punta mattutine e serali, sulle principali arterie parigine ora le biciclette sono quasi il doppio delle automobili. L’uso della bicicletta rispetto agli anni ’90 è aumentato di circa il 1.000%! – Il traffico automobilistico nella capitale è diminuito di circa il 45% dall’inizio degli anni ’90, mentre l’uso dei trasporti pubblici è aumentato del 30%.  L’operato di Anne Hidalgo dimostra con i fatti che il cambiamento è possibile, anche nelle grandi cittĂ .  “I parigini hanno fatto una scelta chiara… altre cittĂ  seguiranno”, ha dichiarato fiduciosa la sindaca. In effetti, anche a Lione e a Grenoble le autoritĂ  hanno annunciato tariffe di parcheggio piĂą elevate in base al peso del veicolo a partire dall’anno prossimo. “Si tratta – spiega Hidalgo – anche di una misura di giustizia sociale”, dato che le fasce piĂą deboli della popolazione, spesso abitano nei pressi delle strade piĂą trafficate. Come spesso accade, quindi, la sostenibilitĂ  ambientale abbraccia e sostiene quella sociale.  Ovviamente, la misura non piace a tutti. Alcuni la ritengono giusta e necessaria per migliorare la qualitĂ  dell’aria e della vita, altri la considerano ingiusta e discriminatoria, e accusano la prima cittadina di voler penalizzare ideologicamente i piĂą ricchi. Il gruppo di pressione “40 milioni di automobilisti” ha lanciato una petizione per opporsi alla misura e ha promesso battaglia legale Carlos Tavares, numero uno di Stellantis, ha commentato che “se la Francia non vuole i Suv, va bene. Venderò loro berline e manderò i Suv agli altri mercati”.  L’impressione è che l’avversione per queste misure potrĂ  ben poco. A partire dalla primavera di quest’anno è in arrivo una zona a traffico limitato che, con alcune eccezioni, vieterĂ  tutto il traffico auto nella maggior parte dei distretti centrali della cittĂ . Che piaccia o no. —sostenibilita/mobilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scritto da: Redazione

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